
Sicurezza informatica nello studio del commercialista: un investimento a tutela dei tuoi dati
| Consulenza
Questo approfondimento nasce dalla collaborazione con ATHOS CAUCHIOLI, consulente di sicurezza informatica dello Studio Riello, con l’obiettivo di rafforzare la protezione dei dati dei clienti.
L’articolo offre spunti di riflessione utili sulla sicurezza delle informazioni aziendali: un tema che nel 2026 e negli anni a venire, riguarda ogni impresa.
Gli studi professionali sono oggi tra i bersagli preferiti dei cybercriminali. Secondo il Rapporto Clusit 2025, figurano tra le principali vittime di attacchi informatici proprio perché trattano dati sensibili e spesso non dispongono di strutture IT dedicate.
Eppure è raro che chi si affida a un commercialista pensi a questo aspetto. Si consegnano bilanci, dichiarazioni, buste paga, contratti riservati. Informazioni che, se violate o rese inaccessibili anche solo per pochi giorni, possono causare danni operativi, economici e reputazionali.
È da questa consapevolezza che molte realtà professionali stanno intraprendendo percorsi strutturati di evoluzione tecnologica e rafforzamento della sicurezza informatica, con l’obiettivo di garantire continuità operativa, protezione dei dati e conformità normativa.
Perché la sicurezza informatica riguarda anche chi affida i propri dati a uno studio di commercialisti
Un attacco informatico non è solo un problema dello studio professionale, ma di tutte le aziende i cui dati vi sono custoditi. Può rendere inaccessibili pratiche in corso, documenti richiesti dal fisco, comunicazioni urgenti. Una violazione può esporre informazioni aziendali riservate.
Le conseguenze non sono teoriche. Nel 2022 uno studio in Brianza ha subito la sottrazione di circa 100 gigabyte di dati a seguito di un attacco informatico: un caso estremo, ma emblematico di un rischio reale.
La domanda che ogni azienda dovrebbe porsi non è solo “è competente in materia fiscale?”, ma anche “i miei dati sono gestiti in modo sicuro?”.
Un approccio per tutelare davvero i dati delle aziende
Lo Studio Riello non si è limitato a sostituire hardware o installare software, ma ha ridefinito l’intera architettura informatica secondo una visione organica: server, postazioni, autenticazione, sistemi di controllo e procedure di sicurezza.
È la stessa logica della pianificazione strategica aziendale. Non basta intervenire su singoli aspetti operativi, serve una direzione coerente. Un’infrastruttura IT sicura funziona allo stesso modo: la solidità dipende dall’integrazione tra le parti, non dalla qualità isolata di ciascuna.
Infrastruttura server, continuità operativa anche in caso di guasto
Uno dei pilastri di un sistema sicuro è il rinnovo dell’infrastruttura server, con il passaggio a un’architettura basata sulla virtualizzazione dei servizi. Gli ambienti operativi — gestionale, file server, sistema di stampa, server di log — sono stati separati in macchine virtuali dedicate, con livelli di accesso distinti.
Questo approccio evita che un problema su un servizio si propaghi agli altri e consente una gestione più controllata. L’architettura è progettata con ridondanza attiva: se un nodo subisce un’anomalia, l’altro mantiene attivi i servizi essenziali.
In termini pratici:
- continuità operativa anche in presenza di guasti hardware
- riduzione dei tempi di fermo
- minore rischio di perdita di dati
In una struttura professionale, l’interruzione dei sistemi anche per poche ore può causare disservizi, ritardi e difficoltà operative. La ridondanza è la risposta a questo rischio.
Postazioni rinnovate e accessi centralizzati
L'intero parco macchine dovrebbe essere rinnovato con sistemi più performanti e allineati agli standard di sicurezza. Tutte le postazioni sono integrate in un dominio Windows centralizzato, con credenziali individuali e accesso limitato alle risorse di competenza.
Questa governance centralizzata degli accessi consente di applicare configurazioni uniformi, tracciare chi accede a cosa e ridurre il rischio di vulnerabilità.
La tracciabilità è essenziale: sapere chi ha operato su quali sistemi è un requisito di controllo in un contesto che gestisce informazioni riservate.
Monitoraggio continuativo, il presidio non si ferma mai
La sicurezza informatica richiede un approccio multilivello: controlli preventivi, sistemi di rilevazione, monitoraggio costante e analisi dei log.
È possibile implementare sistemi di monitoraggio attivo 24/7, integrato con un server di log per la raccolta centralizzata degli eventi. Questo consente di individuare anomalie rapidamente e ricostruire eventuali criticità.
La metodologia combina strumenti software e verifiche manuali, valorizzando il presidio umano. Le minacce spesso si manifestano fuori dall’orario di lavoro: un monitoraggio continuo è quindi indispensabile.
Il quadro normativo: la protezione dei dati
Il quadro normativo richiede misure tecniche e organizzative adeguate alla protezione dei dati personali. Il GDPR impone responsabilità precise a chi tratta informazioni sensibili, soprattutto quando riguarda dati aziendali e professionali.
Per i clienti dello Studio significa che i dati sono trattati in un sistema progettato per rispettare questi standard, non come adempimento minimo ma come scelta consapevole.
Cosa significa per le aziende
L'investimento realizzato offre benefici davvero importanti:
- Dati protetti: sistemi di controllo e accessi tracciati riducono il rischio di violazioni
- Continuità del servizio: architettura ridondante che minimizza le interruzioni
- Riservatezza garantita: accessi limitati alle risorse di competenza
- Conformità normativa: rispetto di GDPR
Cybersecurity e investimenti: le opportunità per PMI e professionisti
A conferma di quanto il tema della sicurezza informatica sia oggi centrale anche per le PMI, il MIMIT ha introdotto il “Voucher Cloud e Cybersecurity 2026”, un’agevolazione destinata a imprese e professionisti per incentivare l’acquisizione di servizi cloud computing e cybersecurity.
La misura prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro, finanziato con una dotazione complessiva di 150 milioni di euro.
- Beneficiari: micro, piccole e medie imprese e lavoratori autonomi
- Contributo: 50% delle spese ammissibili, fino a 20.000 euro
- Spesa minima: 4.000 euro
- Spese ammissibili: firewall, antivirus, sistemi di monitoraggio, crittografia dati, storage e backup, VPN, software cloud e servizi professionali collegati
- Fornitori: servizi acquistabili esclusivamente da soggetti accreditati presso il MIMIT o qualificati ACN
- Finalità: incentivare digitalizzazione, continuità operativa e sicurezza dei dati aziendali
Un segnale di come cloud e cybersecurity siano oggi considerati strumenti fondamentali per la continuità operativa, la protezione dei dati e la digitalizzazione delle imprese.
La qualità del servizio passa anche da qui
Affidare informazioni sensibili significa scegliere interlocutori in grado di custodirle con attenzione. La solidità dell’infrastruttura IT non è un dettaglio tecnico, ma parte integrante della qualità del servizio.
Un’architettura digitale è stata ridefinita secondo criteri di sicurezza e continuità, con l’obiettivo di produrre benefici tangibili nel tempo, sia internamente sia nel rapporto con clienti e partner.
Per qualsiasi domanda sui servizi o sulle modalità di gestione dei dati, è possibile contattare lo Studio attraverso la sezione Contatti del sito.





